Capo Caccia Alghero

Capo Caccia racchiude la bellezza selvaggia e la maestosità della Sardegna nella sua massima espressione

Chiunque abbia mai visitato Alghero per la prima volta, affacciandosi dai suoi bastioni, lo ha visto li sdraiato sulla schiena a riposare, dove giace dall’eternità.

Capo Caccia da Alghero

Foto by Pietro Zoccola

Per tutti è il gigante che dorme, che con la sua enorme stazza protegge sornione Alghero e la Riviera del Corallo. Per gli algheresi, Capo Caccia non è solo un promontorio: è una presenza, una sicurezza, una testimonianza della dirompente natura che plasma la Sardegna. E’ la congiunzione tra la terra e il mare che la circonda e ne disegna le forme.

Capo Caccia perchè si chiama così?

Il nome Capo Caccia deriva dall’attività di caccia al piccione che nell’800 veniva svolta dalle barche circumnavigando il promontorio. Ma sono molte le specie animali che è possibile ritrovare in quest’area, oggi fortunatamente protetta e preservata sotto il controllo del Parco naturale di Porto Conte e dell’Area marina protetta di Capo Caccia: il falco pellegrino, l’aquila, il gabbiano reale, i rondoni oltre a migliaia di specie viventi acquatiche che danno vita ad uno spettacolo naturare estremamente prezioso.

Leggende su Capo Caccia

In alcuni racconti tradizionali, si narra della storia di amore platonico tra il Gigante e la luna, con la quale si intratteneva in dialoghi fino a che quest’ultima rimaneva splendente in cielo.

La conformazione di Capo Caccia

Se vogliamo vederla in modo meno poetico e più geologico, Capo Caccia è un imponente promontorio che nel suo punto più alto arriva a ben 180 metri di altezza. La sua roccia calcarea si sdraia letteralmente nel mare, dando origine – insieme all’opposta Punta Giglio – al golfo di Porto Conte.

Capo Caccia golfo di Porto Conte

Foto by Arianta

E’ inutile dire che il promontorio di Capo Caccia costituisca una vera e propria unicità in grado di regalare vedute spettacolari sia a distanza, vista la sua imponenza e l’armonia con la quale si innesta nella conformazione territoriale della Sardegna Nord Occidentale, sia ovviamente dalla sua sommità, dalla quale è possibile vedere e godere di un panorama a dir poco memorabile.

Isole di Capo Caccia

Isola Foradada e Isola Piana sono in realtà due enormi massi accomodati alla destra del promontorio, sfondi perfetti per una foto dalla cima di Capo Caccia, resi ancora più spettacolari dal costante infrangersi delle onde di un mare che, soprattutto in quel tratto, è sempre in movimento.

Isola Foradada

Foto by Martin Cox

Ma per chi sa vedere oltre, Capo Caccia nasconde tesori segreti anche nella sua enorme pancia.

Grotte di Capo Caccia

Il promontorio è infatti la casa delle rinomate Grotte di Nettuno; questa spettacolare e vasta cavità è raggiungibile sia via mare, grazie al servizio di battelli in partenza dal porto di Alghero, sia direttamente dalla sommità del promontorio, tramite la Escala Del Cabriol: 654 scalini per un dislivello di 180 metri di vedute mozzafiato.

Escala Del Cabriol Capo Caccia

Foto by Roberto Ferrari

Fate spazio sul telefonino.

Grotte di Nettuno, certo, le più famose e turisticamente interessanti. Ma anche altre cavità – sommerse e non – trovano spazio nel promontorio. In superficie possiamo trovare la Grotta della Foca monacaGrotta del GaurraGrotta Verde, Grotta dei Pizzi e ricamiGrotta Gea, Grotta del Belvedere. Le profondità marine nascondono invece la Grotta della MadonninaGrotta di NereoGrotta del SifoneGrotta del Tunnel, la parte sommersa della Grotta di NettunoGrotta dei Portici e l’accesso subacqueo alla Grotta del Belvedere.

 

Capo Caccia e il cinema

Capo Caccia insomma è molto più di un enorme scoglio; è la culla della natura, della storia geologica di Porto Conte, di Alghero e di questa zona della Sardegna.

La sua bellezza ha ispirato anche il cinema di Hollywood. Capo Caccia infatti appare nel film Delitto Sotto il Sole, tratto da un romanzo di Agatha Christie, nonché in una scena del film 007 La spia che mi amava.

Delitto Sotto il sole Capo Caccia

Una scena del film Delitto Sotto il Sole

Ma non occorre certo essere registi o appassionati di cinema per capire che la sua maestosità va oltre la pellicola, oltre la macchina fotografica e oltre l’hashtag #capocaccia su Instagram.

Non svegliate il gigante che dorme

Il gigante che dorme va vissuto, respirato e soprattutto ascoltato. E’ il classico luogo in cui ci si sente piccoli piccoli e dove si prende atto di quanto sia fatato il pennello con cui madre natura dipinge i suoi paesaggi.

 

Foto articolo by Tristan Ferne

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